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Fotografia

“La fotografia è quell’arte e tecnologia, rese possibili dallo strumento denominato macchina fotografica o fotocamera, in cui si ottiene un’immagine statica tramite un processo di registrazione permanente delle interazioni tra luce e materia, selezionate e proiettate attraverso un sistema ottico su una superficie fotosensibile.” 

La prima camera oscura fu realizzata molto prima che si trovassero dei mezzi chimici per fissare l’immagine ottica in essa proiettata; il primo ad applicarla in ambito fotografico fu il francese Joseph Nicéphore Niépce, cui convenzionalmente viene attribuita l’invenzione della fotografia, anche se studi recenti rivelano tentativi precedenti, come quello di Thomas Wedgwood. Fu tra il 1840 e il 1870 che i processi e i materiali fotografici vengono perfezionati.

Una fotografia è composta tre parti differenti:

  • Supporto: può essere di vetro, pellicola flessibile, carta o carta plastificata (politenata);
  • Legante o emulsione: lo strato del legante e emulsione, per la maggior parte gelatina animale, contenente l’immagine finale o legando l’immagine al supporto;
  • Materiale dell’immagine finale: lo strato costituito d’argento, coloranti, o pigmenti. L’immagine è generalmente sospesa nell’emulsione o nello strato del legante.

In termini conservativi, la fotografia è molto sensibile ai fattori ambientali – T°, UR, LUX, inquinamento atmosferico, ma anche alle sostanze ossidanti emesse da vernici murali, arredi in legno, cartoni e persino le buste in cui si riponevano le fotografie, oggi rigorosamente acid free, ovvero materiali che hanno pH 7 (neutro) o più alto (alcalino), bassissimo contenuto di zolfo, legante neutro, libera da lignina, da particelle metalliche, acide, perossidi, formaldeide e da agenti nocivi derivanti dall’incollaggio.

Le opere fotografiche dovrebbero essere mantenute ad una temperatura più bassa possibile e costantemente monitorata (18° circa) e l’umidità relativa dovrebbe stare in un range del 35-40 % . Inoltre dovrebbe essere controllata l’esposizione alla luce, alle radiazioni dei raggi UV, agli agenti atmosferici, all’inquinamento dovute a particelle sospese nell’aria. In particolare le stampe e i negativi in bianco e nero dovrebbero essere conservati ad una temperatura sotto ai 18° e l’umidità relativa (UR%) attorno al 30-40%, mentre i materiali a colori dovrebbero essere conservati in ambienti a bassa temperatura (sotto i 2° e 30-40% di UR) per assicurarne la durata nel tempo.

I negativi su supporto di vetro dovrebbero essere conservati singolarmente in buste di carta acid-free e collocati verticalmente per il lato lungo in schedari adeguatamente protetti o scatole robuste rivestite con un cartone separatore ogni cinque negativi. I negativi su pellicola possono essere conservati in contenitori di carta o poliestere. Essi possono in seguito essere collocati in scatole o in cartelle sospese in schedari. Per incorniciare le fotografie la scelta ideale è il passe-partout, sempre acid free, una cartella in cartoncino dove una finestra inquadra l’originale fissato al cartone di supporto tramite cerniere in carta giapponese o angoli. Deve essere eseguito su misura con materiali (cartone, adesivi, angoli o cerniere) conservativamente idonei e può essere più o meno spesso a seconda che sia confezionato per l’archiviazione (più sottile) o per l’esposizione (più spesso). Il passe-partout consente di sostenere e di visionare l’opera senza alcun maneggiamento, anche in caso di trasporto o spedizione, e valorizza meglio la fotografia con l’inconveniente però di occupare sicuramente più spazio di una busta.